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CRISTO IN CROCE. Ricerca storica nella costante di un emblema.
29 marzo - 20 aprile 2006
CURA: Vincenzo Mazzarella, Roberta Giulieni
Comunicato Stampa
L’immagine di Cristo in Croce è la sua celebrazione, ripresa da tre grandi artisti, Pasquale De Antonis, Achille Funi e Gaetano Previati. Un’immagine che và molto al di là del concetto puramente cristiano, ma diviene rito e raffigurazione.
Nel caso delle straordinarie fotografie della processione di Spoltore di Pasquale De Antonis, l’audacia del taglio fotografico e la sua dimensione visiva vanno al di là di un documentarismo di maniera.
In Funi c’è il Cristo-Uomo col sole e la luna, classico, semplificato al massimo, essendo l’Uomo-Cristo nell’attimo della sua morte e quando qualsiasi uomo muore si sublima in una certezza che per i cattolici può essere avere un’eternità, per altri può essere solo il ricordo di ciò che erano e per altri ancora solo l’annullamento.
In Previati le Croci sono immerse in un paesaggio dai colori bruni, quasi avvolti nella nebbia di Ferrara, un elemento del paesaggio stesso che è quasi più incombente. Un’opera di land art, dove il concetto, oltre alla sua ossessione degli ultimi anni per la rappresentazione di Cristo in Croce, rappresenta un momento per una prova di virtuosismo pittorico.
Tre opere una sola costante, Cristo non come bandiera dei cristiani, ma Cristo come colui che ci insegnò che porgere l’altra guancia, amare il proprio nemico
e cercare la pecorella smarrita
è più importante della conoscenza del Signore.
Tre opere una sola costante di tre artisti contemporanei.
Ascanio Renda con la visione sublime del Cristo in bianco e nero, mosaico, a rendere eterna l’immagine archetipa di Nostro Signore.
Mariano Rossano, il numero come simbologia e il colore come costante storica: a dimensione della Redenzione, oro e nero.
Anna Maria Sacconi costruzione di un ricordo presente nel nostro immaginario. Legno e uomo.