Mostre
ASCOLTA UOMO
Venerdì 8 dicembre 2006
"Immacolata Concezione"
ARTISTI: Fabrizio Bertuccioli, Angelo Biancini, Paolo Bielli, Aurelio Bulzatti, Duilio Cambellotti, Mario Cusimano, Pasquale De Antonis, Riccardo De Antonis, Gino De Dominicis, Baldo Diodato, Stefano Di Stasio, Ercole Drei, Marilù Eustachio, Tano Festa, Lino Frongia, Paola Gandolfi, Nedda Guidi, Marina Haas, Giancarlo Limoni, Salvatore Marrone, Arturo Martini, Sante Monachesi, Elisa Montessori, Ascanio Renda, Mariano Rossano, Anna Maria Sacconi, Salvo, Lily Salvo, Mario Schifano, Mario Sironi.
CURA: Vincenzo Mazzarella, Roberta Giulieni
“Ascolta Uomo”, quando gli artisti dialogano
L’8 dicembre scorso, il giorno dell’Immacolata Concezione, si è inaugurata nella galleria romana Monserrato Arte ‘900 di Vincenzo Mazzarella, la collettiva “Ascolta Uomo”.
La mostra che percorre passato e presente, è caratterizzata da un dialogo “serrato” tra artisti della grande tradizione del ‘900, artisti contemporanei già entrati nella storia, altri che la stanno percorrendo e forse alcuni che la scriveranno, giovani e giovanissimi, come il romano Paolo Bielli e il siciliano Mario Cusimano, capaci di solleticare la curiosità e l’apprezzamento di Achille Bonito Oliva. La mostra presenta una varietà di stili, e soprattutto una quantità di lavori tale da riportare alla mente la paura del vuoto, l’”horror vacui”, generato dalla decadenza ideologica, dell’incapacità di non escludere all’occhio e alla mente le tante possibilità associative dell’estetica e il confronto tra le differenze.
Il ritratto di una nobile signora di Gaudenzi, degli inizi del ‘900, che ci ricorda la madre di Boccioni, non contrasta con i nuovi lavori velatamente erotici di Ascanio Renda, ne con l’opera concettual-minimalista di Joseph Beuys, tra i ritratti di Modena e la invenzioni di Biancini.
I ritratti del gallerista, realizzati da Marina Haas, e quello di Riccardo De Antonis al Santo Sepolcro di Gerusalemme creano un enorme quadro con il panno insanguinato di Hermann Nitsch, sorta di sacro sudario, e la coca di Frongia. Poi c’è Roma, nella Piazza Navona di Zancanaro, nei sampietrini di Diodato e nella finestra di Festa, a cui è profondamente legata, emotivamente e concettualmente, l’esistenza stessa della galleria (nel 2008 è prevista una mostra di ritratti di artisti, romani per elezione, all’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv). La “Vergine” di Lily Salvo e le sagome indistinte dei volti di Marilù Eustachio dialogano con i ritratti degli anni ’40 di Pasquale De Antonis. I fiori di Limoni si specchiano nel vassoio di Buccellati insieme alle ceramiche della Principessa Borghese, i piccoli monumenti di Schifano si giustappongono all’astrazione lilla e alla linea “povera” di Mariano Rossano e agli impasti brucianti di Rivaroli.
Galassi e Anna Maria Sacconi, colore e storia l’uno, concetto e presente l’altra.
I giovani uomini di Di Stasio e di Marrone, e la figura misteriosa di De Dominicis, il Signor Bonaventura.
In via di Monserrato 14 c’è “spazio” per il dialogo tra passato e presente, tra tradizione e nuovo, tra forme differenti di estetica e pensiero. Nella sua attività si sono sempre incrociate diverse prospettive storiche, intessuti rapporti e accostamenti anche arditi sostenuti da una forte componente intellettuale. Nel panorama complesso c’è spazio per tutti, si ricordi la mostra “Kossiga Boia”, nella quale un linguaggio anonimo e collettivo, un codice fatto di segni, base della comunicazione è entrato a far parte della storia ed è diventato arte.
Questa è la forza della galleria, dalla voce di Vincenzo Mazzarella, che gestisce la galleria con sapiente intuizione e sensibile genialità. Un linguaggio forse fuori dalle righe. Quindi….Ascolta Uomo.
Roberta Giulieni
Articolo su “Off”, Roma, 28 dicembre 2006